Felicetta scrive ...

VI ASPETTO IN: Edipo e la Sfinge

mercoledì, novembre 11, 2009

UN INCONTRO

Come ogni notte, tornavo a casa sulla mia bicicletta cigolante.  Lavoravo, dalle venti a mezzanotte, come cameriera in un ristorante e per far riposare la mia mente piena di formule e numeri e per potermi permettere qualche capriccio.
Nel pomeriggio c'era stato l'incontro calcistico Italia-Inghilterra e già da un paio di giorni la città brulicava di gentlemen che gentle proprio non erano.
Le mance quella sera erano state generose e finalmente le belle scarpe rosse che troneggiavano in vetrina da una settimana erano mie! Pedalavo felice, quando con gran terrore vedo venirmi incontro un gruppo di ragazzi, gentlmen, ubriachi. I loro schiamazzi si fanno sempre più vicini, mi additano e ridono sguaiati ed io mi sento perduta. Mi guardo intorno e non vedo via d'uscita. La strada è deserta, io e loro, e sento già il puzzo del loro alito su di me. E' la mia fine! Chiudo gli occhi, faccio un profondo  respiro e prego la bicicletta di non tradirmi. La mia salvezza è tutta lì, se riesco a scansarli con uno scatto improvviso
sono salva, basta non andargli addosso, sono così fradici che a stento si reggono in piedi. Apro gli occhi e ... una camionetta della polizia è tra me e loro. Grande respiro di sollievo! Passo rasente la camionetta. Sorrido al giovane autista che ammicca. Supero la camionetta.  Mi giro ... la camionetta non c'è più  e il vociante gruppo di gentlemen continua il suo traballante andare nella direzione opposta alla mia. 

scritto da: Felicettadr alle ore 07:01 | link | commenti (3)
categorie: racconto
domenica, novembre 08, 2009

LA PROFESSIONE DELLA SIGNORA WARREN

George Bernard Shaw"La professione della signora Warren", scritta da George Bernard Shaw (1856-1950), premio Nobel per la letteratura (1925), fa parte della raccolta "Commedie Sgradevoli" e fu a lungo osteggiata dalla censura che ne permise la rappresentazione solo nel 1924.
Fu scritta, secondo le parole dello stesso Shaw, per attirare l'attenzione sul problema della prostituzione legata esclusivamente alle condizioni di povertà e di sfruttamento delle donne.

 La storia è quella di Vivie, una ragazza brillante e moderna nonché "di sani principi", che scopre all'improvviso che il benessere in cui è stata allevata deriva dai proventi che la madre trae da varie case di malaffare sparse in tutt’Europa. Al suo comprensibile choc, la madre risponde difendendo la propria "professione" in quanto conseguenza, e non certo causa, di quei mali e di quei vizi che il mondo condanna in pubblico e pratica in privato.

E a questo punto è meglio abbassare il sipario e applaudire 
Carlo Simoni e Patrizia Milani
Carlo Simoni, Patrizia Milani e la loro compagnia
senza dimenticare Gisbert Jaekel per le sue magnifiche scene.

scritto da: Felicettadr alle ore 20:04 | link | commenti (3)
categorie: teatro
giovedì, novembre 05, 2009

SOLOREBUS CHIUDE

E' arrivato il preannunciato momento! SOLOREBUS chiude! Nessun rimpianto, mi sono divertita nel condurlo e penso di aver fatto divertire. Ringrazio quanti mi hanno seguita, ed in particolare i fedelissimi. Non ho ancora deciso cosa fare di quello spazio che ho a disposizione, qualche idea mi verrà.
Per ora riposo. 
 Riposo?

2-7-2-7-6-5

( 2 - 7 - 2 - 7 - 6 - 5 )
Un caloroso abbraccio ...e con questo freddo penso vi farà molto piacere!

scritto da: Felicettadr alle ore 19:28 | link | commenti (12)
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martedì, novembre 03, 2009

SONNY ROLLINS

Lentamente, con passo strascicato e  traballante, tirandoti faticosamente dietro il tuo sassofono, sei arrivato al centro del palco. Hai guardato il tuo pubblico impazzito ed hai incominciato a suonare.  I tuoi ottant'anni sono scivolati via e ci hai regalato un'ora e mezza indimenticabile. Grazie Sonny!

Sonny Rollins


scritto da: Felicettadr alle ore 00:03 | link | commenti (3)
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lunedì, novembre 02, 2009

2 NOVEMBRE

crisantemo

scritto da: Felicettadr alle ore 08:36 | link | commenti (1)
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domenica, ottobre 11, 2009

UNA SUOCERA

Cammino, pensando e non pensando, per le strade ancora deserte, godendo dei caldi raggi del sole di questa domenica di ottobre.
"Felicetta!"
"Carissima! Che piacere vederti!"
Smack! Smack!
E giù a raccontarci tutte le avventure e disavventure che abbiamo vissuto in questi ultimi sei anni.
"E Marco?" le chiedo.
"Eh, povero Marco! Si è sposato tre anni fa e da allora, povero figlio, non ha pace. Lavoro, lavoro, lavoro. E lei? A casa o in giro a spendere. Alla casa non ci pensa proprio, ha chiesto una donna che l'aiuti in casa, poverina, altrimenti dove trova il tempo per andare dal parrucchiere, dall'estetista o che so io. Non sa neanche cucinare. Povero figlio mio, sono tre anni che mangia surgelati.  E guai se parlo! Per lui va bene così! Ed io lo piango giorno dopo giorno. Se lo vedessi, è dimagrito tanto! Ho una spina nel cuore. Ah! se avesse ascoltato la sua mamma! Quante volte gli ho detto che quella non era la donna giusta per lui.
Meno male che Lucia non mi dà pensieri! Ha fatto un buon matrimonio, la mia Lucia! Proprio un bravo ragazzo. Non vuole che Lucia lavori e  si fa a quattro perché non le manchi nulla, vestiti, parrucchiere, estetista, palestra, divertimento. E poi si accontenta di poco, prendi i surgelati, dice, sono buoni! Bravo figliolo, dal mese scorso hanno anche una donna ad ore per i servizi più pesanti in casa! Ho visto bene! Lei tentennava, ma io le dicevo, cocca bella, ascolta mamma tua, è l'uomo giusto per te!"


scritto da: Felicettadr alle ore 19:46 | link | commenti (9)
categorie: barzelletta
sabato, ottobre 03, 2009

LE DUE A PIU' IMPORTANTI DELLA VITA

La pioggia è diventata un incubo. Non ricordo più come è un raggio di sole e la mia anima s'incupisce sempre più. Trascorro il mio periodo di ferie raggomitolata sul divano, gli occhi fissi sul piccolo schermo mentre l' incessante e monotono ticchettio della pioggia sul tubo di scarico della caldaia martella il mio cervello. Basta! Mi vesto ed esco. Lascio che le macchine spruzzino di fanchiglia il mio impermeabile, che l'ombrello continui a sgocciolare sulla mia manica sinistra, che le scarpe imbarchino acqua senza pietà. C'è poca gente in giro, cammina a testa bassa e con passo frettoloso. Mi sento ancora più sola. Ho bisogno di parlare con qualcuno! Entro in un negozio. Una commessa mi viene incontro, senza sorriso. Mi siedo accanto ad una giovane donna che, capo chino, lasciando dondolare i suoi capelli biondi davanti al viso, prova un delizioso paio di scarpine rosse. Alza il capo. Scosta i capelli dal viso e due occhi bianco-celesti mi fissano. La guardo dubbiosa. Poi un grande sorriso illumina i nostri visi mentre ci gettiamo l'una tra le braccia dell'altra. La mia cara Luisa! La mia amica d'infanzia! Benedetta la pioggia! Dimentichiamo scarpe, commesse, negozio, pioggia e riprendiamo a camminare l'una di fianco all'altra, annullando in poco tempo tutti quegli anni che ci hanno tenute separate.
Sono arrivata in anticipo al ristorante. Seduta davanti ad un bicchiere di vino bianco ne accarezzo con l'indice il bordo. Aspetto Luisa e Alberto, il suo ragazzo. E' arrivato ieri dall'America con una grossa valigia di promesse e sogni. Luisa vuole che io lo conosca prima di dirgli il suo si definitivo. 
Quando avverto una presenza davanti a me alzo gli occhi. Due occhi neri, penetranti, mi fissano. 
E' amore a prima vista!
Una storia d'amore però che non può esistere: impacchetto la mia roba e piango; strappo le lettere di Alberto e piango. 
Affido la mia roba al fattorino che la trasferirà nella mia nuova casa, vicino al mio nuovo ufficio, lontano da quel quartiere in cui stava per intrecciarsi una storia d'amicizia con una storia d'amore. Ed ora lascio entrambi, l'amica e l'amore, sacrificando l'uno per l'altra.


scritto da: Felicettadr alle ore 09:49 | link | commenti (8)
categorie: racconto
martedì, settembre 15, 2009

SENZA TITOLO

E' da tanto che non scrivo e mi pare di non saper più scrivere, non è che prima chissà cosa scrivessi, ma due parole in croce riuscivo a combinarle, ora son qui con questo quadratino bianco davanti e ... non ho pensieri! Non trovo niente da dire, niente da raccontare, niente da ricordare, niente da sognare. Arida pianta in un deserto di sabbia, senza pioggia, mi raggomitolo sempre più su me stessa chiudendendomi al mondo intero. Intorno a me il vuoto, un vuoto che si espande a vista d'occhio isolandomi sempre più, il mondo si allontana, sempre più piccolo, sempre più freddo ... non lo vedo più! Ora sì che sono davvero sola! Dovrei forse farmi aggredire dal terrore? Non c'è paura, non c'è terrore, ma una pace silenziosa invade la mia anima. Esagero se dico di essere felice? Sola in un immenso vuoto, padrona assoluta del vuoto, ora il mio mondo, e padrona assoluta di me stessa. Quanto quel mondo svanito nel nulla mi ha oppressa e limitata! Quanto mi ha resa schiava! Libertà! è qui la libertà, nella mia anima sola che vaga in uno spazio non spazio, in un tempo non tempo.


scritto da: Felicettadr alle ore 21:41 | link | commenti (7)
categorie: pensieri
giovedì, settembre 03, 2009

GRANDEZZE FISICHE E LORO MISURA

Grandezza fisica è ogni ente utile per la descrizione dei fenomeni fisici e suscettibile di definizione quantitativa, cioè di misurazione.
Misurare una grandezza significa trovarne il valore rispetto ad una certa altra grandezza della stessa specie assunta come unità di misura. Dall'unità si possono ottenere multipli o sottomultipli noti da servire, al pari dell'unità, come campioni.
Non sempre una stessa classe di grandezza ammette una sola unità di misura, basti pensare che a tutt'oggi sono ancora in uso un centinaio di
unità di lunghezze, molte delle quali diverse sebbene portino lo stesso nome.
E qual è l'unità di misura del tempo?
L'unità di misura standard del Sistema Internazionale è il secondo. In base ad esso sono definite misure più ampie come il minuto, l'ora, il giorno, la settimana, il mese, l'anno, il lustro, il decennio, il secolo ed il millennio.
E tra le altre unità di misura del tempo da non dimenticare è la pillola. Immediata,  precisa, spietata, scandisce inesorabile il tempo che passa.
Io ora sono già a pillola tre, per il prossimo inverno passerò a pillola cinque ... sono davvero una matusa!


scritto da: Felicettadr alle ore 20:02 | link | commenti (5)
categorie: pensieri
mercoledì, settembre 02, 2009

IL CONTE CAGLIOSTRO DICE

Il Conte Cagliostro, un mio affezionato lettore, in privato mi ha scritto e mandato un suo rebus pregandomi di postarlo nel mio blog, cosa che faccio, anche se a malincuore.

conteCagliostro

Caro Conte Cagliostro, non sa che divertimento si perde ad ostinarsi a non voler entrare nel fantastico mondo dei rebus! Ma che le costa provare? Uno, due e tre ... e non ne vorrà più uscire.

Le suggerisco due blog favolosi

SoloRebus                  provaci ancora, Rebus!


scritto da: Felicettadr alle ore 18:26 | link | commenti (5)
categorie: pensieri